Altro prelievo nelle tasche dei medici specializzandi

Se dai vostri futuri stipendi (in realtà borse di studio, ma tassate come stipendi per la parte previdenziale), vedrete degli ammanchi rispetto ai precedenti mesi, sappiate che il tutto è dovuto al nuovo aumento dei contributi previdenziali della Gestione Separata INPS (dove versano una parte dei contributi gli specializzandi). Tale balzello che non più tardi di 3 anni fa (fino al 2011) era pari al 17%, oggi si attesta al 24%, valore che dovrebbe rimanere tale fino al 2018, ma i politici ci hanno abituato a variazioni in corso. Le aliquote nel tempo sono così state aumentate di un ben 7%!!!
Da rilevare che i medici specializzandi versano anche la Quota A (e B in alcuni casi), a differenza dei medici strutturati che invece non versano la aliquota INPS, ma solo quella ENPAM come logica vorrebbe. Da rilevare che i neoabilitati sono stati esclusi per i primi anni dalla possibilità di accedere ai mutui ENPAM nonostante le loro casse siano riempite anche dai loro soldi fin dal primo giorno dopo l’iscrizione all’ordine!
Questi gli aumenti negli anni dell’aliquota INPS gestione separata…medico medicina generale
 
2011 – aliquota 17,00%
2012 – aliquota 18,00%
2013 – aliquota 20,00%
2014 – aliquota 22,00%
2015 – aliquota 23,50%
2016 – aliquota 24,00%
2017 – aliquota 24,00%
2018 – aliquota 24,00%
 
Vediamo tanti proclami da parte di politici impegnati per il futuro dei giovani medici, noi ci domandiamo dove solo tali investimenti sui giovani professionisti??? Noi vediamo solo nuove tasse.
Molti ci segnalano infatti un aumento consistente delle tasse universitarie e delle tasse al diritto allo studio (di cui noi non possiamo usufruire), per non parlare delle moltissime segnalazioni di stipendi arretrati giunte sulle nostre pagine social, da tanti medici al primo anno di specializzazione, costretti a chiedere aiuti economici ai genitori per pagare affitti e le tante spese che un trasferimento fuori sede comporta.
Noi ci occupiamo da tempo della condizione dei giovani medici, in quanto spesso al danno si aggiunge la beffa di essere considerati una categoria protetta e super retribuita. Ne parlavamo nell’articolo La misera condizione dello Specializzando in Italia. Questa notizia è una ulteriore conferma.
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